Studio Legale Scarpellini

Dimissioni ospedale anziano non autosufficiente: come opporsi

Quando l’ospedale comunica le dimissioni di un genitore anziano che non è più in grado di badare a sé stesso, il mondo sembra crollare. Sappiamo quanto è difficile trovarsi di fronte a questa notizia, spesso improvvisa, mentre si è ancora sotto shock per l’incidente o la malattia che ha stravolto la vostra famiglia. Ma è importante che sappiate una cosa: avete dei diritti, e nessuno può lasciarvi soli.

Quel momento in cui tutto cambia

Fino a pochi giorni fa, la mamma era autonoma. Faceva la spesa, cucinava, vi telefonava per sapere come stavate. Poi l’incidente — un attraversamento pedonale, un’auto che non si è fermata — e improvvisamente vi ritrovate in un corridoio d’ospedale a sentirvi dire che “clinicamente è stabile” e che “bisogna liberare il posto letto”.

Guardate vostro padre, vostra madre, distesi in quel letto. Non riescono ad alzarsi da soli. Non possono tornare a casa loro, non così. E voi non potete trasformare il vostro appartamento in un reparto di lungodegenza da un giorno all’altro. Avete un lavoro, forse dei figli, una vita che non può semplicemente fermarsi.

Eppure vi sentite dire che le dimissioni sono imminenti. Che dovete “organizzarvi”. Come se fosse semplice. Come se fosse giusto.

Non lo è. E la legge è dalla vostra parte.

Il diritto alla continuità assistenziale: cosa dice la normativa

Il principio della continuità assistenziale è sancito dalla legislazione sanitaria italiana e rappresenta un diritto fondamentale del paziente. In sostanza, nessuno può essere dimesso dall’ospedale senza che sia stato predisposto un adeguato percorso di cura successivo.

Per un anziano non autosufficiente, questo significa che l’ospedale ha l’obbligo di attivare l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) prima delle dimissioni, di predisporre un Piano di Assistenza Individuale (PAI) che identifichi i bisogni del paziente, di garantire il passaggio protetto verso la struttura o il servizio più appropriato e di coinvolgere i familiari nella pianificazione del percorso post-dimissione.

Le dimissioni senza questo percorso strutturato non sono legittime. L’ospedale non può semplicemente comunicarvi una data e aspettarsi che ve la caviate da soli.

Come opporsi alle dimissioni premature

Se ritenete che le dimissioni siano premature o che non sia stato predisposto un adeguato piano di continuità assistenziale, avete il diritto di opporvi formalmente. Il percorso da seguire prevede innanzitutto di richiedere un colloquio con il responsabile del reparto per comprendere le motivazioni cliniche delle dimissioni e le alternative proposte.

Il secondo passaggio consiste nel presentare una richiesta scritta alla Direzione Sanitaria, specificando che il vostro familiare non è autosufficiente e che non esistono al momento le condizioni per una dimissione sicura. È importante chiedere l’attivazione formale dell’UVM se non è già stata convocata, e coinvolgere l’assistente sociale ospedaliera, che ha il compito di facilitare il percorso di dimissione protetta.

Infine, se necessario, potete rivolgervi all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) per presentare un reclamo formale.

Ricordate: la carenza di posti letto non è un vostro problema. L’organizzazione sanitaria deve trovare soluzioni che tutelino il paziente, non scaricare l’emergenza sulle famiglie.

Chi paga la RSA dopo un incidente stradale

Questo è un punto cruciale che molte famiglie ignorano, e che può fare la differenza tra il dissesto economico e la serenità.

Se il vostro familiare ha perso l’autosufficienza a causa di un incidente stradale provocato da terzi, tutte le spese di assistenza — comprese quelle per la RSA o per l’assistenza domiciliare — sono a carico dell’assicurazione del responsabile del sinistro.

Non dovete pagare voi. Non deve pagare il vostro familiare con i suoi risparmi. Non dovete svendere la casa di famiglia per coprire rette da migliaia di euro al mese.

Il risarcimento deve comprendere le spese di degenza in RSA per tutto il periodo necessario, i costi di assistenza domiciliare se si opta per questa soluzione, l’acquisto o noleggio di ausili e presidi sanitari, le spese per adattamento dell’abitazione in caso di rientro a domicilio, e i costi di trasporto sanitario per visite e terapie.

La compagnia assicurativa della controparte è tenuta a farsi carico di questi costi. Se vi viene detto il contrario, o se vi vengono proposte somme irrisorie “a saldo di ogni pretesa”, non accettate. State rinunciando a diritti che valgono decine, talvolta centinaia di migliaia di euro.

Il danno riflesso: quando a soffrire è tutta la famiglia

C’è un aspetto di cui si parla poco, ma che la giurisprudenza riconosce con sempre maggiore chiarezza: il danno ai familiari.

Quando un genitore perde l’autosufficienza, non è solo lui a subire un danno. La vita dei figli viene letteralmente stravolta. Si chiama danno riflesso o danno da sconvolgimento della vita, ed è risarcibile.

Pensate a cosa significa, concretamente. Significa ridurre l’orario di lavoro o lasciare il lavoro per assistere il genitore. Significa rinunciare a progetti, vacanze, momenti con i propri figli. Significa notti insonni, ansie, il peso psicologico di vedere un genitore che non è più quello di prima. Significa tensioni familiari, discussioni su chi deve fare cosa, matrimoni messi alla prova.

Tutto questo ha un valore, e la legge lo riconosce. Il figlio che diventa caregiver ha diritto a un risarcimento proprio, distinto da quello del genitore. Non si tratta di “approfittare” della situazione, ma di ottenere il riconoscimento di un sacrificio reale, misurabile, che nessuno ha scelto.

Non siete soli: i vostri diritti vengono prima di tutto

Sappiamo che in questo momento vi sentite sopraffatti. Tra le visite in ospedale, le telefonate con i medici, il lavoro che si accumula e le notti passate a cercare informazioni su internet, l’ultima cosa che vorreste è dover combattere anche contro un sistema che sembra volervi abbandonare.

Ma è proprio per questo che esistono professionisti specializzati in questa materia. Non dovete affrontare tutto da soli, non dovete accettare dimissioni che mettono a rischio il vostro familiare, non dovete pagare di tasca vostra spese che spettano ad altri.

I diritti del vostro familiare — e i vostri — vengono prima della convenienza amministrativa, prima dei bilanci ospedalieri, prima delle strategie delle compagnie assicurative.

Come tutelarvi: il primo passo

Se il vostro familiare anziano è stato coinvolto in un incidente stradale e sta per essere dimesso dall’ospedale in condizioni di non autosufficienza, è fondamentale agire rapidamente ma con cognizione di causa.

Le priorità immediate comprendono non firmare nulla che vi venga proposto dalla compagnia assicurativa senza prima consultare un legale, documentare tutto con referti medici, fotografie, testimonianze, e non accettare dimissioni senza un piano di continuità assistenziale scritto.

Lo Studio Legale Scarpellini è specializzato nella tutela delle vittime di incidenti stradali con gravi conseguenze sulla persona. Assistiamo le famiglie in tutto il percorso: dall’opposizione alle dimissioni premature, alla quantificazione corretta del danno (compreso il danno riflesso ai familiari), fino al recupero integrale di tutte le spese sostenute e future.

Richiedi una prima analisi e consulenza gratuita per tutelare il tuo familiare. Valuteremo insieme la situazione, i diritti del vostro caro e i vostri, e vi indicheremo il percorso migliore per ottenere giustizia e serenità.

Domande frequenti

Posso rifiutare le dimissioni dell’ospedale?

Sì, potete opporvi alle dimissioni se ritenete che non sia stato predisposto un adeguato piano di continuità assistenziale. La legge prevede che il paziente non autosufficiente non possa essere dimesso senza un percorso di cura strutturato. Presentate richiesta scritta alla Direzione Sanitaria e chiedete l’attivazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale.

Chi paga la casa di riposo dopo un incidente stradale?

Se la perdita di autosufficienza è conseguenza di un incidente stradale causato da terzi, tutte le spese di RSA o assistenza domiciliare sono a carico dell’assicurazione del responsabile. La famiglia non deve sostenere questi costi, che rientrano integralmente nel risarcimento del danno.

Ho già pagato di tasca mia le spese di RSA: posso recuperarle?

Assolutamente sì. Tutte le spese già sostenute per l’assistenza del vostro familiare — rette RSA, badanti, ausili, trasporti sanitari — possono essere recuperate nell’ambito del risarcimento. È fondamentale conservare tutte le ricevute e le fatture per documentare ogni esborso.

Anche i figli hanno diritto a un risarcimento?

Sì, la giurisprudenza riconosce il cosiddetto “danno riflesso” o “danno da sconvolgimento della vita” ai familiari stretti. Se avete dovuto ridurre l’orario di lavoro, rinunciare alla carriera, o se la vostra vita quotidiana è stata stravolta dall’assistenza al genitore, avete diritto a un risarcimento autonomo, distinto da quello del vostro familiare.

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento dopo l’incidente?

Il termine di prescrizione per il risarcimento del danno da incidente stradale è di due anni dalla data del sinistro. Tuttavia, in caso di lesioni gravi che si manifestano o si aggravano nel tempo, la decorrenza può essere calcolata diversamente. È consigliabile agire il prima possibile per non rischiare di perdere i propri diritti.

Cosa devo fare se la compagnia assicurativa offre una somma troppo bassa?

Non accettate e non firmate nulla. Le prime offerte delle compagnie sono quasi sempre al ribasso e spesso non tengono conto delle spese future di assistenza, del danno biologico permanente e del danno riflesso ai familiari. Rivolgetevi a un legale specializzato prima di qualsiasi trattativa: accettare un accordo “a saldo e stralcio” significa rinunciare definitivamente a ogni ulteriore pretesa.

Immagine di Avv. Roberta Scarpellini

Avv. Roberta Scarpellini

L'Avvocato Roberta Scarpellini è specializzata nella negoziazione stragiudiziale e giudiziale per garantire il giusto risarcimento alle vittime di incidenti stradali con lesioni gravi, gravissime e mortali. È anche Presidente dell'Associazione NEVRA, che si focalizza sul riconoscimento medico-legale del danno neuropatico. Lo studio legale Scarpellini offre assistenza completa, dalla valutazione dei danni alla trattativa per il risarcimento, assicurando un'approfondita tutela legale e giuridica per i suoi assistiti.

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