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ToggleLa malasanità in sala parto è tra gli eventi più traumatici e inaccettabili nel panorama della responsabilità medica.
Il momento della nascita, destinato a essere l’apice della gioia familiare, può trasformarsi in un incubo quando la negligenza, l’imprudenza o l’imperizia del personale sanitario causano danni al neonato o alla madre.
Di fronte a ciò, la legge garantisce il diritto fondamentale al risarcimento per malasanità.
Non si tratta solo di giustizia morale, ma della necessità di ottenere le risorse economiche per affrontare eventuali cure e ricevere assistenza specializzata e il supporto necessario per tutta la vita.
Se tu o il tuo bambino siete stati vittime di un errore medico in sala parto, contattami per una prima consulenza gratuita. Sono Roberta Scarpellini, avvocato esperto in malpractice medica a Milano.
Tipologie di errori comuni in sala parto e relativi danni
Un’errata gestione del parto da parte del personale medico-sanitario può essere all’origine di danni, anche gravi, a carico del neonato e della madre.
In breve, i principali errori che possono verificarsi.
- Mancato riconoscimento dei segni di sofferenza fetale
- Errori nella prescrizione di un parto cesareo d’urgenza
- Impiego non corretto di forcipe o ventosa
- Somministrazione o dosaggio non corretto di farmaci
- Mancata diagnosi e cura di infezioni
- Mancata diagnosi di possibili complicazioni del parto
- Tecniche di parto inadeguate o non corrette
- Uso eccessivo della forza durante il parto
I danni da parto comprendono tutte le lesioni che si possono riportare, in conseguenza dell’errore medico, durante il travaglio o subito dopo la nascita del bambino. Possono variare da lievi a gravi e cagionare, nei casi più estremi, il decesso della donna e del neonato.
Nel neonato, si possono riscontrare lesioni craniche, lesioni cutanee e dei tessuti molli, emorragie intracraniche, lesioni ai nervi, fratture ossee e infezioni.
Nella donna, possono invece presentarsi setticemie, ischemie, emorragie post-partum, embolie da liquido amniotico e mancato riconoscimento di ritenzione di materiale placentare dopo espulsione della placenta.
La responsabilità del medico e della struttura: normativa e onere della prova
Quando una donna entra in ospedale per partorire, sottoscrive con lo stesso un contratto di spedalità in ragione del quale la struttura, pubblica o privata, si assume l’obbligo di curarla diligentemente.
Se nel corso dell’erogazione della prestazione viene commesso un errore medico per negligenza, imperizia o imprudenza, il nosocomio ne risponde ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del Codice civile.
In parole semplici, l’ospedale risponde, a titolo contrattuale, per inadempimento del “contratto di cura” anche per le azioni dei propri dipendenti e collaboratori. Spetta, inoltre, alla struttura stessa dimostrare di aver adempiuto correttamente alle proprie obbligazioni.
Il singolo medico o operatore sanitario risponde invece, secondo quanto sancito dalla Legge Gelli-Bianco, a titolo extracontrattuale (art. 2043 del Codice civile) ed è la paziente a dover dimostrare che il professionista, violando le linee guida o i doveri di diligenza, ha commesso un errore cagionandole un danno.
La nascita di un bambino dovrebbe essere un momento di gioia.
Quando però si verificano errori durante il parto, questo evento unico può trasformarsi in un’esperienza dolorosa, con conseguenze importanti per il neonato e la sua famiglia.
Sono Roberta Scarpellini, avvocato specializzato in risarcimento danni da malasanità a Milano, e tutelo i diritti dei bambini che subiscono lesioni alla nascita e dei loro genitori, offrendo competenza, sostegno e umanità in un momento tanto delicato.
Procedura legale: tempistiche, prescrizione e criteri per la quantificazione del danno
Di fronte a un errore medico, come quello in sala parto, occorre rivolgersi a un professionista specializzato in malasanità, come l’Avvocato Scarpellini a Milano.
Prima di adire vie legali, è infatti necessario valutare attentamente le prove disponibili, conoscere i termini di prescrizione (anni 10 e 5 rispettivamente per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale) ed essere consapevoli delle implicazioni, emotive e finanziarie, dell’azione che si vuole intraprendere.
Ciò premesso, ai fini risarcitori, bisogna poi accertare, in sede di perizia medico-legale, l’errore medico e il nesso causale con il danno riportato dal paziente.
Risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniale al neonato
Per il neonato, si configura il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali.
Apparengono alla prima categoria, tutte le spese mediche e assistenziali che il bambino dovrà sostenere nel corso della sua vita a causa delle lesioni occorse (interventi chirurgici, riabilitazione, ausili, medicinali, assistenza continua).
Qualora le sue condizioni fossero tali da precludergli l’ingresso nel mondo del lavoro, egli avrà anche diritto al risarcimento del danno da lucro cessante, calcolato sulla base del reddito presumibile che avrebbe percepito in assenza dell’evento dannoso.
Per quanto concerne il danno non patrimoniale subitodal neonato, questoè principalmentedi natura biologica e morale. Il primo riguardala lesione dell’integrità psicofisica del bambino ed è spessodi elevata entitàpoiché può comportare deficit motori, cognitivi e neurologici permanenti.
Il secondo rappresenta, invece, la sofferenza interiore con cui il bambino dovrà convivere per tutta la vita a causa delle sue condizioni.
Risarcimento danni da parto spettanti alla famiglia
I genitori e i congiunti più vicini al neonato possono richiedere un risarcimento per il danno non patrimoniale subito, poiché la condizione del bambino impedisce loro di instaurare e vivere un rapporto familiare sereno e pieno.
In caso di morte del neonato o di suo decesso in età adulta, pur sempre riconducibile a errore da parto, si parla invece di danno da perdita del rapporto parentale. In questo caso, il legame con il bambino è infatti definitivamente perduto, e lo sconvolgimento dei familiari, che non hanno più la possibilità di coltivare con lui un legame duraturo, è meritevole di risarcimento.
Ai familiari del neonato macroleso o deceduto, può inoltre spettare il risarcimento di un ulteriore danno non patrimoniale biologico laddove dimostrino, in sede medico legale, di aver riportato lesioni psichiche o fisiche.
Spetta ai familiari del bambino anche il risarcimento dei danni patrimoniali riconducibili alle spese per l’assistenza al neonato (ristrutturazione della casa per l’eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto di ausili e apparecchiature biomedicali, ecc…) e l’eventuale funerale.
Risarcimento danni da parto alla partoriente
Anche la donna ha diritto, qualora venga confermata in sede di perizia l’esistenza di un nesso causale tra l’errore medico da parto e la lesione, al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali.
Appartengono alla prima categoria, i danni emergenti (spese per cure, consulenze specialistiche, ecc…) e da lucro cessante (mancato guadagno per inabilità al lavoro).
Appartengono alla seconda, il danno biologico, morale ed esistenziale. Il primo si riferisce alla lesione dell’integrità psicofisica della donna. Il secondo concerne il dolore interiore e turbamento dell’anima, mentre il terzo riguarda il peggioramento della qualità della vita inteso come alterazione delle abitudini, delle attività e delle relazioni sociali e familiari.
Come lo Studio Legale Scarpellini tutela i diritti delle vittime di malasanità e dei loro familiari
Lo Studio Legale Scarpellini assiste le vittime di malasanità e i loro familiari con un approccio rigoroso, umano e altamente specializzato.
Ogni caso viene analizzato in modo approfondito, in collaborazione con medici legali e consulenti tecnici qualificati, per ricostruire con precisione gli eventi e individuare le responsabilità.
L’Avvocato Scarpellini accompagna il cliente in ogni fase del percorso: dalla valutazione preliminare del danno, alla raccolta delle prove, fino al procedimento giudiziale o alla trattativa stragiudiziale con le strutture sanitarie e le compagnie assicurative.
L’obiettivo è ottenere il massimo risarcimento possibile, proporzionato al pregiudizio subito, garantendo al contempo sostegno, ascolto e trasparenza in un momento di particolare fragilità.