Studio Legale Scarpellini

Sofferenza fetale: errori nel monitoraggio e danni al neonato

La sofferenza fetale è una condizione delicata che può presentarsi durante il travaglio. Se i segnali d’allarme non vengono riconosciuti o gestiti correttamente, le conseguenze sul neonato possono essere gravi, con danni fisici permanenti e ricadute emotive e psicologiche per tutta la famiglia.

Sono Roberta Scarpellini, avvocato specializzato in responsabilità medica e risarcimenti per malasanità a Milano, e da anni affianco famiglie e genitori affinché i loro diritti vengano riconosciuti e tutelati, aiutandoli a ottenere il giusto risarcimento quando gli errori medici compromettono la salute del neonato.

Comprendere la sofferenza fetale: cos’è e come si manifesta

La sofferenza fetale è una sindrome di insufficienza respiratoria e circolatoria causata da ipossia fetale intrauterina durante il travaglio.

È strettamente associata a cambiamenti nei segnali della frequenza cardiaca del bambino e può causare encefalopatia ipossico-ischemica e portare a paralisi cerebrale o morte perinatale.

In ragione di ciò, la diagnosi precoce è fondamentale perché può aiutare a prevenire danni agli organi vitali del nascituro prima del parto.

Come capire se il feto soffre

I sintomi più comuni di sofferenza fetale sono:

  • pulsazioni del bambino alterate
  • movimenti fetali drasticamente ridotti per un tempo prolungato
  • decelerazioni tardive durante le contrazioni
  • presenza di meconio nel liquido amniotico
  • livello anormale di liquido amniotico
  • emorragie vaginali
  • crampi
  • ipertensione della gestante

Errori nel monitoraggio (CTG) durante il travaglio: cause e conseguenze

La cardiotocografia, nota come CTG, è un esame diagnostico atto a monitorare la salute fetale durante la gravidanza e il travaglio.

Registra in tempo reale diverse variabili vitali, tra cui la frequenza cardiaca fetale (FHR) e l’attività contrattile dell’utero e, se correttamente eseguita, riduce il rischio di complicazioni e migliora gli esiti per la partoriente e il bambino.

Nel caso in cui il tracciato CTG non sia eseguito o interpretato nel modo giusto, possono presentarsi encefalopatia ipossico-ischemica, paralisi cerebrale, danni permanenti o morte del neonato.

Questo secondo scenario può configurare un’ipotesi di responsabilità medica esponendo la struttura sanitaria, ed eventualmente l’equipe ostetrica, ad un’azione legale con possibile obbligazione risarcitoria.

Nella maggior parte dei giudizi di responsabilità, gli errori diagnostici e comportamentali comprendono:

  • mancato riconoscimento di un CTG anormale (imperizia)
  • attuazione di un monitoraggio intermittente e non continuo (imperizia)
  • omessa o non tempestiva comunicazione  di segnali d’allarme all’equipe (imperizia e negligenza)
  • errata prescrizione o prosecuzione nell’infusione di ossitocina nonostante anomalie nel tracciato CTG (imperizia, imprudenza e negligenza)
  • errata o mancata correlazione della CTG con altri segnali clinici

Tachicardia fetale quando preoccuparsi

Il battito cardiaco fetale presenta valori normali compresi tra 110 e 160 battiti al minuto, ma protratte accelerazioni possono essere il segnale di una potenziale sofferenza.

In un simile scenario, ginecologi e ostetrici devono monitore attentamente la situazione per essere pronti a intervenire in modo appropriato.

Ciò premesso, la mancata o ritardata rilevazione di un tracciato patologico, così come ritardi nell’intervento, possono compromettere l’ossigenazione del neonato e aumentare il rischio di danni cerebrali.

Risarcimento per malasanità: diritti legali delle famiglie coinvolte

Se sospetti che i danni riportati da tuo figlio siano riconducibili a errori nel monitoraggio, rivolgiti a un legale esperto in malasanità, come l’Avvocato Roberta Scarpellini a Milano.

Prima di prendere appuntamento per un’iniziale consulenza gratuita, raccogli tutta la documentazione sanitaria, inclusa la cartella di gravidanza e parto, i tracciati CTG completi (antepartum e intrapartum), gli esiti degli accertamenti, la cartella clinica del bambino, le lettere di dimissione e i referti di follow-up (neurologici, psicomotori, fisiatrici, ecc…).

Per valutare la fattibilità di una possibile azione legale, l’Avvocato Scarpellini dovrà infatti esaminare, insieme al proprio team di consulenti medico-legali, l’intera documentazione.

I presupposti per avanzare una richiesta di risarcimento danni includono l’esistenza di una condotta sanitaria censurabile, come il mancato o tardivo riconoscimento di sintomi sospetti, un monitoraggio inadeguato rispetto al rischio o ritardi nell’attuazione delle decisioni cliniche,  e di un nesso causale tra la condotta stessa e il danno riportato dal bambino.

Ricordati, infine, di agire quanto prima perché il diritto al risarcimento deve essere esercitato entro termini ben precisi.

Per la malasanità, i tempi di prescrizione sono fissati in anni 10 per le strutture sanitarie (responsabilità contrattuale) e anni 5 per il medico (responsabilità extracontrattuale) ed entrambi decorrono a partire dalla piena consapevolezza del danno e del nesso causale, non sempre coincidente con l’errore stesso.

Procedure legali per ottenere il risarcimento

Dopo aver accertato, tramite perizia medico-legale, l’errore medico occorso, si procede alla trasmissione di una diffida stragiudiziale alla struttura sanitaria, al medico, oppure alla compagnia assicurativa.  Si espongono i fatti e le responsabilità mediche e si chiede la liquidazione della somma a titolo di risarcimento per il danno riportato. Se la richiesta viene accolta, l’accordo stragiudiziale si conclude con il versamento di quanto concordato in 90-180 giorni.

Se non si raggiunge alcun accordo o la controparte non risponde, si tenta una conciliazione bonaria tra le parti ricorrendo alla mediazione o all’accertamento tecnico preventivo (ATP).

  • Mediazione: è un procedimento informale che prevede la nomina di un mediatore terzo abilitato presso il Ministero della Giustizia. Con il suo intervento, si cerca di arrivare a un accordo entro massimo 90 giorni.
  • Accertamento tecnico preventivo (ATP): si tratta di un procedimento che  può durare 4-8 mesi e prevede la nomina, da parte del giudice, di un consulente tecnico d’ufficio (CTU) chiamato a esaminare il caso e tentare il raggiungimento di una conciliazione tra le parti.

Nei casi di malasanità, l’accordo stragiudiziale consente, in conclusione, al paziente, o ai suoi familiari, di ottenere una più rapida liquidazione del danno, senza dover affrontare una più lunga e costosa causa in tribunale.

Se tuo figlio ha subito danni per errori nel monitoraggio durante il parto, la tua famiglia ne porta ancora le conseguenze.
Sono Roberta Scarpellini, avvocato specializzato in malasanità a Milano, e aiuto i genitori a far valere i diritti dei loro bambini e a ottenere il risarcimento dovuto.
Non sei solo: insieme possiamo cercare giustizia per tuo figlio.

Danni risarcibili al neonato per sofferenza fetale

I danni risarcibili al neonato per errori nel monitoraggio si dividono in patrimoniali e non patrimoniali.

Appartengono alla prima categoria:

  • danno emergente (costi per assistenza infermieristica, riabilitazione,  ausili medici, farmaci, consulenze specialistiche ed eventuali spese per l’adattamento dell’abitazione o del veicolo)
  • danno da lucro cessante (proiezione futura della perdita o riduzione della capacità lavorativa del minore, calcolata in base alla presumibile attività lavorativa che avrebbe potuto svolgere)

Appartengono alla seconda categoria:

  • danno biologico (lesione dell’integrità psicofisica del neonato, spesso liquidato al massimo grado in caso di paralisi cerebrale o encefalopatia ipossico-ischemica)
  • danno morale (sofferenza interiore, dolore e disagio emotivo patito dal neonato)
  • danno esistenziale (compromissione della qualità della vita, perdita di capacità relazionali e dell’autonomia personale)

Come lo Studio Legale Scarpellini può supportare le vittime di malasanità 

Rivolgendoti allo Studio Legale Scarpellini, ti affidi a un avvocato con comprovata esperienza nel risarcimento danni da malasanità, attivo su tutto il territorio nazionale.

Sarai assistito con competenza e sensibilità in ogni fase del percorso legale, dalla valutazione del caso alla gestione del procedimento, giudiziale o stragiudiziale.
L’obiettivo è valutare con trasparenza il rapporto costi-benefici di un’azione legale, costruire una strategia per il riconoscimento di tutti i diritti della parte offesa e ottenere il massimo risarcimento possibile, garantendo al contempo supporto e ascolto.

Approfondimenti (FAQ)

Che cos’è la sofferenza fetale e quali sono le conseguenze per il neonato?

La sofferenza fetale è una condizione delicata che si verifica durante il travaglio, caratterizzata da una sindrome di insufficienza respiratoria e circolatoria causata da ipossia (mancanza di ossigeno) intrauterina. Se i segnali d’allarme non vengono gestiti correttamente e tempestivamente dall’equipe medica, le conseguenze possono essere molto gravi, portando a danni fisici permanenti come l’encefalopatia ipossico-ischemica, la paralisi cerebrale, o addirittura la morte perinatale.

Quali sono i sintomi e i segnali di allarme della sofferenza fetale durante il travaglio?

Per capire se il feto soffre, è necessario monitorare diversi segnali. I sintomi più comuni includono alterazioni nelle pulsazioni del bambino (come tachicardia o decelerazioni tardive), una riduzione drastica e prolungata dei movimenti fetali, e la presenza di meconio nel liquido amniotico. Anche condizioni materne come emorragie vaginali, crampi o ipertensione possono essere indicatori di rischio.

Quando gli errori nel monitoraggio CTG (cardiotocografia) sono considerati malasanità?

La cardiotocografia (CTG) è fondamentale per monitorare la salute fetale. Si configura un’ipotesi di responsabilità medica (malasanità) quando il tracciato CTG non viene eseguito, viene interpretato in modo errato, o se i segnali di sofferenza vengono ignorati. Esempi di imperizia o negligenza includono il mancato riconoscimento di un tracciato anormale, l’uso di un monitoraggio intermittente in casi a rischio, la mancata comunicazione delle anomalie all’equipe, o la somministrazione errata di ossitocina nonostante un tracciato patologico.

Cosa devo fare per richiedere un risarcimento danni per sofferenza fetale dovuta a errore medico?

Se si sospetta che i danni riportati dal figlio siano riconducibili a errori nel monitoraggio, è essenziale rivolgersi a un legale esperto in malasanità. Prima della consulenza, è necessario raccogliere l’intera documentazione sanitaria: cartella di gravidanza e parto, i tracciati CTG completi (antepartum e intrapartum), la cartella clinica del bambino e tutti i referti di follow-up. L’avvocato, con i propri consulenti medico-legali, valuterà l’esistenza di una condotta sanitaria censurabile e il nesso causale tra l’errore e il danno subito.

Quali tipi di danni sono risarcibili al neonato in caso di lesioni da parto?

I danni risarcibili si dividono in due categorie:

  • Danni non patrimoniali: comprendono il danno biologico (lesione all’integrità psicofisica, spesso liquidato al massimo grado in casi gravi come la paralisi cerebrale), il danno morale (sofferenza interiore e dolore) e il danno esistenziale (compromissione della qualità della vita e dell’autonomia personale).
  • Danni patrimoniali: includono il danno emergente (spese per cure, riabilitazione, assistenza infermieristica, ausili) e il danno da lucro cessante (la perdita della capacità lavorativa futura del minore).
Immagine di Avv. Roberta Scarpellini

Avv. Roberta Scarpellini

L'Avvocato Roberta Scarpellini è specializzata nella negoziazione stragiudiziale e giudiziale per garantire il giusto risarcimento alle vittime di incidenti stradali con lesioni gravi, gravissime e mortali. È anche Presidente dell'Associazione NEVRA, che si focalizza sul riconoscimento medico-legale del danno neuropatico. Lo studio legale Scarpellini offre assistenza completa, dalla valutazione dei danni alla trattativa per il risarcimento, assicurando un'approfondita tutela legale e giuridica per i suoi assistiti.

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