Studio Legale Scarpellini

Incidente stradale mortale sul lavoro: cosa spetta agli eredi?

Gli incidenti stradali mortali sul lavoro sono più frequenti di quanto si pensi. Lo confermano le statistiche elaborate annualmente dall’INAIL (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro). Si tratta di sinistri che avvengono durante l’orario di lavoro, come nel caso di camionisti, taxisti e di chi in genere utilizza un veicolo per lavorare, o si verificano “in itinere”, da e verso il luogo di lavoro.

Se hai perso un familiare in un sinistro stradale sul lavoro preparati ad affrontare un iter molto complicato che, oltre al dolore per la perdita subita, coinvolge sia aspetti civilistici, riguardanti il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, sia penalistici, nel caso in cui si ravvisino responsabilità penali da parte del datore di lavoro o di terzi.

Cosa fare quindi?

Il nostro consiglio è di rivolgersi a un legale esperto, che abbia una solida esperienza nei risarcimenti da incidenti stradali mortali e che abbia già risolto numerose azioni risarcitorie come il nostro studio.

Hai perso un familiare in un incidente stradale?

L’avvocato Roberta Scarpellini e il suo studio legale sono pronti ad ascoltarti e prendersi cura del tuo caso.

Se non rispetti le procedure e i tempi previsti dalla Legge, perderai il diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti per la morte del tuo caro. Contattaci subito. Ti diremo cosa fare per ottenere il massimo risarcimento.

Chi ha diritto al risarcimento danni?

In caso di morte di un familiare per incidente stradale sul lavoro, i congiunti prossimi hanno il diritto a un indennizzo o rendita da parte dell’INAIL, a prescindere dalla responsabilità del datore di lavoro.

Inoltre, se si riesce a provare la responsabilità da parte del datore di lavoro o di terzi, i familiari potranno agire in giudizio per richiedere il risarcimento dei danni differenziali e complementari rispetto a quanto erogato dall’INAIL

Tutela e Risarcimento: Guida alle Procedure INAIL

Dopo il sinistro stradale che ha causato la morte di un lavoratore, il datore di lavoro attiva la pratica INAIL.

L’art. 85 T.U. INAIL riconosce, infatti, una rendita ai parenti più prossimi, ovvero al coniuge e ai figli e, in mancanza di questi, ai nipoti e ai fratelli. La rendita è parametrata al grado di dipendenza economica del superstite rispetto al lavoratore deceduto.

Tempi e Strategie per il Risarcimento: chi paga?

L’INAIL paga la rendita vitalizia ai parenti prossimi della vittima dal giorno successivo alla morte della vittima della strada per il 50% al coniuge fino alla sua morte, nuovo matrimonio o unione civile e per il 20% ai figli – 40% per gli orfani di entrambi i genitori – che, invece, la ricevono fino ai 18 anni e non oltre i 26 anni di età se studenti universitari. 

In caso in cui non fossero presenti il coniuge o figli, gli ascendenti e, in mancanza di questi, i fratelli avranno diritto a ricevere il 20% dell’indennizzo o della rendita fino alla morte.  

Oltre alla rendita, i familiari ricevono dall’INAIL un beneficio economico una tantum e un assegno funerario

Danni Patrimoniali e Non Patrimoniali

Qualora si ravvisi la responsabilità del datore di lavoro o di terzi, i parenti del lavoratore morto sulla strada hanno il diritto al risarcimento dei danni iure proprio di natura patrimoniale per le spese conseguenti alla morte (danno emergente) e per la perdita delle utilità economiche di cui godevano e avrebbero potuto godere in futuro (lucro cessante), e di natura non patrimoniale quali il danno morale, il danno biologico psicologico persistente e il danno esistenziale o danno da perdita del rapporto parentale.

Gli eredi possono, inoltre, richiedere il risarcimento dei danni iure hereditatis, quali il danno biologico terminale subito dalla vittima, nel caso in cui sia trascorso un congruo lasso di tempo tra l’incidente e il decesso, e del danno morale terminale, se la vittima dopo il sinistro si sia trovata in una condizione di lucida agonia che le abbia consentito di comprendere l’imminenza della propria morte.

Azione Penale vs Azione Civile: qual è la differenza?

Quando un lavoratore muore per un incidente stradale, si apre d’ufficio un procedimento penale nei confronti dei presunti responsabili.

Contestualmente all’apertura dell’azione penale, i parenti della vittima hanno il diritto di intraprendere un’azione civile per ottenere il risarcimento dei danni subiti da parte del responsabile o possono costituirsi parte civile nel processo penale, dopo l’udienza preliminare e prima degli atti introduttivi del dibattimento.

Alla fine del processo penale la sentenza, oltre ad accertare la responsabilità dell’imputato, può quantificare il risarcimento o rimandarne la quantificazione al Giudice civile.

L’azione penale e quella civile hanno finalità diverse, mentre la prima si propone di accertare la responsabilità del sinistro e punire chi l’ha commesso, la seconda consente ai familiari di ottenere un ristoro per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa della morte della persona cara.

In caso di costituzione di parte civile nel processo penale, i tempi di prescrizione sono gli stessi previsti dal reato, mentre per il processo civile la prescrizione è di 5 anni per il risarcimento del danno da fatto illecito.

Procedura di Risarcimento Danni

Ti chiederai a questo punto come avviene la quantificazione dei danni a seguito di un incidente stradale mortale? Per evitare discriminazioni e per consentire una liquidazione quanto più oggettiva ed uniforme sul territorio nazionale i giudici tengono conto dei criteri orientativi presenti nelle tabelle dei tribunali di Milano e Roma.

Scelta dell’Avvocato: perché è importante scegliere quello giusto

Coma hai visto, la gestione della richiesta di risarcimento dei danni dopo un incidente stradale mortale sul lavoro necessita di specifiche competenze legali che non possono essere in nessun modo improvvisate, essendo molteplici le implicazioni che questo evento porta con sé.

Se vuoi essere sicuro di ottenere il massimo, è indispensabile che tu ti rivolga ad un legale esperto in infortunistica stradale con una lunga casistica di gestione di incidenti gravi e mortali.

Lo studio legale Scarpellini assiste da anni i parenti delle vittime della strada e ha seguito diversi casi di lavoratori deceduti a causa di un sinistro stradale avvenuto sul lavoro o in itinere.

La competenza professionale e l’approccio umano fanno del nostro studio un punto di riferimento indiscusso per chi vuol ottenere ascolto e giustizia.

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Avv. Roberta Scarpellini

L'Avvocato Roberta Scarpellini è specializzata nella negoziazione stragiudiziale e giudiziale per garantire il giusto risarcimento alle vittime di incidenti stradali con lesioni gravi, gravissime e mortali. È anche Presidente dell'Associazione NEVRA, che si focalizza sul riconoscimento medico-legale del danno neuropatico. Lo studio legale Scarpellini offre assistenza completa, dalla valutazione dei danni alla trattativa per il risarcimento, assicurando un'approfondita tutela legale e giuridica per i suoi assistiti.

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