Avvocato incidenti e sinistri stradali Studio Legale Scarpellini

Studio Legale Scarpellini

Risarcimento danni da incidente stradale in stato vegetativo

Ci sono casi in cui, a seguito di un incidente stradale, la vittima rimane in stato vegetativo anche per anni prima di morire. A quale risarcimento hanno diritto i parenti di una vittima che si è trovata in queste condizioni?

La Corte di Cassazione (con Ordinanza 28168 del 31 ottobre 2019) si è espressa chiaramente a riguardo: nella valutazione del danno patito iure proprio dai familiari, il Giudice di merito dovrà tener conto sia del dolore causato dalla morte, sia delle apprensioni, sofferenze e rinunce patite dai suoi familiari per tutto il tempo in cui la vittima primaria è rimasta invalida ed è stata da loro assistita. Ciò significa che la sofferenza provocata dalle lesioni che colpiscono un congiunto durante il periodo di sopravvivenza e il dolore per la sua morte non coincidono e devono essere singolarmente valutate.

In tali circostanze, si comprende bene come sia altamente consigliato rivolgersi ad un legale esperto in materia di sinistri stradali gravi e mortali che sappia assistere i familiari della vittima al fine di ottenere il giusto risarcimento. L’avvocato Roberta Scarpellini e il suo studio legale si occupano da anni di risarcimento dei danni da incidenti stradali mortali o che hanno provocato lesioni gravi e gravissime e sono in grado di tutelare i propri assistiti in tutti i gradi di giudizio. L’avvocato Scarpellini è, inoltre, in prima linea per garantire il giusto risarcimento alle vittime con lesioni gravi e gravissime, ed è Presidente dell’Associazione NEVRA che è dalla parte delle vittime per il riconoscimento del danno neuropatico.

Sei il familiare di una vittima rimasta in stato vegetativo dopo un incidente stradale?

Il caso di una vittima di un incidente stradale in stato vegetativo

Un esempio emblematico tratto da una nota vicenda giudiziaria è quello di un uomo che, dopo essere stato investito da un’auto, aveva riportato lesioni gravi ed era rimasto in stato vegetativo per tre anni, prima di morire in conseguenza dei traumi riportati. I suoi eredi avevano agito in giudizio contro la proprietaria dell’auto e la sua compagnia assicurativa, al fine di ottenere il risarcimento dei danni patiti. Il Tribunale di primo grado aveva riconosciuto inizialmente un concorso di colpa paritario, mentre i giudici d’Appello avevano attribuito un concorso di colpa della vittima nella misura del 75% e avevano liquidato il danno biologico subito dall’uomo, nell’intervallo tra le lesioni e la morte, e il danno non patrimoniale subito dagli eredi, applicando i minimi previsti dalle tabelle milanesi.

Gli eredi, non soddisfatti del risarcimento, hanno fatto ricorso in Cassazione adducendo un errore da parte dei giudici di merito che, nel liquidare il danno, non avevano tenuto conto dell’assistenza che essi avevano prestato al proprio congiunto in stato vegetativo. Nello specifico, il danno da loro patito consisteva nella forzosa rinuncia alle attività di relazione e ricreative, conseguente alla necessità di prestare assistenza alla vittima, alla quale si aggiungeva la pena provata per la sua condizione. Tali apprensioni e rinunce andavano, secondo i ricorrenti, valorizzate.

Il caso di una persona in stato vegetativo: ricorso in Cassazione

Per la Corte di Cassazione, il danno non patrimoniale patito da chi ha perso un congiunto a seguito di un fatto illecito deve essere valutato dal Giudice di merito, innanzitutto tenendo conto delle conseguenze che, ricorrendo anche alle presunzioni ex art. 2727 c.c., la morte di un congiunto cagiona nelle persone di comune sentire che dovessero patire questo particolare tipo di afflizione, e liquidare tale pregiudizio con un criterio uniforme, uguale per tutti, necessario per garantire la parità di trattamento a parità di danno. Il Giudice deve poi accertare se nel caso di specie sussistano circostanze peculiari, che abbiano reso il pregiudizio patito dalla vittima diverso e più grave rispetto a situazioni simili, come è il caso di una vittima in stato vegetativo.

Le conseguenze ordinarie e peculiari del danno subito dai parenti della vittima

Da quanto statuito dalla Cassazione, emerge chiaramente come il danno da perdita del congiunto possa presentare due tipi di conseguenze: quelle ordinarie che emergono per la morte della vittima e del suo rapporto di stretta parentela con chi fa richiesta del risarcimento e quelle peculiari specifiche di ogni caso che richiedono la prova concreta dell’effettivo e maggior pregiudizio sofferto. La liquidazione dei pregiudizi peculiari necessita, quindi, che il giudice di merito ne indaghi l’esistenza e dia conto nella motivazione delle specifiche ricadute che l’evento della morte [della vittima primaria] ha determinato nella vita di ciascuno dei suoi congiunti e conviventi.

Nel caso da noi citato, la Cassazione ha ritenuto che il giudice di merito sia incorso in un errore, non considerando e, di conseguenza, non valorizzando nel calcolo del risarcimento, l’assistenza continua e ininterrotta prestata al malato, allegata e documentata dai ricorrenti.

Avvocato esperto in risarcimento danni con stato vegetativo

In caso di sinistro stradale in cui la vittima versa in stato vegetativo è indispensabile farsi assistere da un avvocato espertoe con una consolidata esperienza. Bisogna, quindi, scegliere un professionista che possa dimostrare di aver maturato una specifica esperienza in incidenti stradali gravissimi e mortali. Lo Studio legale Scarpellini offre ai congiunti un supporto importante umano e professionale, attivandosi immediatamente per assistere, difendere e ottenere il corretto risarcimento dei danni.

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Ti risponderemo in maniera chiara e ti seguiremo in ogni passaggio. L’attività prevalente dello studio legale Scarpellini è dare assistenza alle vittime di incidenti stradali gravi, gravissimi e mortali. I nostri assistiti ci apprezzano per la competenza, ma anche per l’empatia con la quale affrontiamo ogni caso e siamo in grado di seguirli in una circostanza così delicata.

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