Avvocato incidenti e sinistri stradali Studio Legale Scarpellini

Studio Legale Scarpellini

Incidente stradale con morto: cosa fare e come comportarsi?

L’evento peggiore che possa capitare ad automobilista è, senza alcun dubbio, l’essere coinvolto in un incidente mortale. In questi casi, bisogna fare molta attenzione, perché il comportamento che si tiene immediatamente dopo il sinistro può compromettere l’esito delle indagini e, di conseguenza, l’ottenimento del risarcimento.

Anche se può sembrare quasi impossibile, nei momenti subito dopo l’incidente è indispensabile mantenere lucidità e calma nell’espletamento delle pratiche con le forze dell’ordine e il personale sanitario.

In generale, meglio rivolgersi al più presto ad un legale esperto in materia di sinistri stradali gravi e mortali che saprà dare validi consigli su come comportarsi. L’avvocato Roberta Scarpellini e il suo studio legale si occupano da anni di risarcimento dei danni da incidenti stradali mortali o che hanno provocato lesioni gravi e gravissime e sono in grado di tutelare i propri assistiti fin dai primi istanti dopo il sinistro e in tutti i gradi di giudizio. L’avvocato Scarpellini è, inoltre, in prima linea per garantire il giusto risarcimento alle vittime con lesioni gravi e gravissime, ed è Presidente dell’Associazione NEVRA che è dalla parte delle vittime per il riconoscimento del danno neuropatico.

Sei stato coinvolto in un incidente stradale mortale?

Cosa fare sul momento?

Chi rimane coinvolto in un incidente stradale con morto o chi si ferma per prestare soccorso deve sapere che non si deve, per alcun motivo, spostare o toccare nulla. La rimozione può compromettere le indagini e rendere più difficile stabilire come siano andati i fatti e chi abbia la responsabilità dell’incidente. Dal punto di vista pratico è bene collocare un triangolo a 50 metri dal luogo del pericolo, mantenendosi sul bordo della carreggiata fino al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine e quindi chiamare soccorso, richiedendo l’intervento di un’ambulanza. Se lo stato di salute psico-fisica lo consente, può essere utile scattare foto delle auto e raccogliere le generalità di eventuali testimoni.

Intervento delle forze dell’ordine

Quando le forze dell’ordine giungono sul luogo del sinistro, bisogna mettersi a loro disposizione e rispondere ad ogni domanda su come sono andati i fatti. Ciò che si dice in questo momento avrà valore di prova, quindi, se non si è nelle condizioni psicologiche o fisiche per conferire, meglio prestare le dichiarazioni in un secondo momento, cercando di essere più precisi possibili.

Al fine di ricostruire la dinamica dell’incidente mortale, le forze dell’ordine eseguono i rilievi per accertare le violazioni del Codice della strada e procedono al sequestro dei veicoli coinvolti. Nel verbale da loro compilato sono annotati i dati di ciascun veicolo, il numero di targa, la patente di guida, la polizza auto, il libretto di circolazione. L’automobilista può ovviamente esporre la propria versione dei fatti e coinvolgere eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente.

Una volta disposto il dissequestro da parte dell’autorità giudiziaria, i veicoli sono restituiti ai proprietari che potranno decidere di ripararli o rottamarli, ma solo dopo 5 giorni dalla data in cui la compagnia di assicurazione è stata invitata con raccomandata a/r o a via Posta Elettronica Certificata (Pec) a procedere con una perizia del veicolo.

Cosa succede e quali sono le conseguenze se muore una persona in un incidente stradale?

Dopo un incidente stradale con morto, l’autorità giudiziaria dispone l’autopsia per stabilire le cause del decesso e il nesso tra quest’ultimo e l’incidente. Una volta disposto l’esame autoptico, la famiglia della vittima ha la facoltà di nominare un medico legale di fiducia affinché assista all’autopsia e agli esami ed accertamenti irripetibili, per evitare che la controparte possa modificare a suo favore il risultato del lavoro del patologo.

Omissione di soccorso in un incidente mortale

La legge impone a tutti gli automobilisti di fermarsi e prestare assistenza in caso di incidente ricollegabile al proprio comportamento. Per chi non dovesse farlo, scatta la contestazione di omissione di soccorso con le conseguenze previste dal Codice penale e dal Codice della strada. Si tratta di un obbligo generale che sussiste a prescindere dalla presenza di vittime o feriti.

Il Codice penale stabilisce che chi non lo rispetta è soggetto a una multa fino a 2.500 euro e alla pena di 1 anno di reclusione, mentre il Codice della strada prevede tre diverse situazioni: multa da 294 euro a 1.174 euro nel caso di mancato rispetto dell’obbligo di fermarsi in caso di incidente stradale con danni alle cose e ai veicoli, a cui aggiungere il ritiro della patente da 15 giorni a 2 mesi nel caso in cui i danni siano rilevanti; ritiro della patente da 1 a 3 anni e reclusione da 3 mesi a 3 anni nel caso di mancato soccorso a persone feriti, anche con lesioni non gravi; ritiro della patente da 1 anno e 6 mesi a 3 anni e reclusione fino a 5 anni per omissione di soccorso a feriti in pericolo di vita.

Risarcimento per danno per i parenti

Chi perde una persona cara in un incidente stradale, può chiedere il risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali iure proprio e iure hereditatis. Quanto al grado di parentela per poter rivendicare il risarcimento, la giurisprudenza si è finora espressa favorevolmente al coniuge o compagno di fatto, ai genitori, ai figli, a fratelli e sorelle e, in alcuni casi, anche ai nonni.

Per richiedere un risarcimento del danno subìto per la perdita di una persona cara, occorre provare il: nesso tra causa ed effetto, ovvero che la morte della vittima deve essere sopraggiunta per via dell’incidente; la relazione con la persona deceduta, attraverso la dimostrazione del grado di parentela; la perdita economica causata dal decesso della vittima dell’incidente, come in quei casi in cui chi ha perso la vita nel sinistro si occupava del mantenimento in toto o in parte della famiglia(danno da lucro cessante).

Perché è indispensabile farsi assistere da un bravo avvocato

In caso di incidente stradale con morto conviene affidarsi ad un bravo avvocato se si vuole ottenere il giusto risarcimento. Il professionista farà le opportune indagini e raccoglierà tutti gli elementi necessari per far valere il diritto dei richiedenti. È probabile che la compagnia di assicurazione della persona che ha causato l’incidente faccia un’offerta per chiudere prima il caso: sarà l’avvocato a valutare se si tratta di un’offerta accettabile o se conviene respingerla e affrontare la causa in tribunale. In ogni caso, va segnalato che per l’incidente stradale mortale scatta d’ufficio l’accusa per chi l’ha causato di omicidio stradale che si configura come una fattispecie delittuosa autonoma rispetto al reato di omicidio colposo, introdotta dalla legge n. 41 del 23 marzo 2016 al fine di inasprire il trattamento sanzionatorio nei confronti di coloro che, violando le norme sulla circolazione stradale, cagionino per colpa la morte altrui.

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